#AnneFrank. Vite parallele

da Martedì 12 Novembre
a Martedì 12 Novembre
ore
19:00 e 21:00
Solo martedì 12 novembre

Int: 10€
Rid: 8€

L’attrice Premio Oscar® Helen Mirren ripercorre, attraverso le pagine del diario, la vita di Anne e ci conduce attraverso la storia di 5 donne che, da bambine e adolescenti, sono state deportate nei campi di concentramento ma sono sopravvissute alla Shoah.

Un evento cinematografico prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital in collaborazione con Anne Frank Fonds di Basilea, Sky Arte e il Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa

 

Una singola Anne Frank detta più commozione delle miriadi che soffrirono come lei, la cui immagine è rimasta nell’ombra
_Primo Levi

Sarà Helen Mirren, Premio Oscar® come migliore attrice per The Queen, la guida d’eccezione del documentario #AnneFrank. Vite parallelescritto e diretto da Sabina Fedeli e Anna Migotto, con la colonna sonora di Lele Marchitelli, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital in collaborazione con l’Anne Frank Fonds di BasileaSky Arte il Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa. 

Questa è una storia che non dobbiamo mai dimenticare. Stiamo iniziando a perdere la generazione dei testimoni di quanto è successo in Europa in quei terribili giorni. Per questo è più importante che mai mantenere viva la memoria guardando al futuro. Con le guerre in Siria, Libia, Iraq, con l’immigrazione che sta interessando tutta l’Europa, è così facile puntare il dito su popoli, culture, persone diverse e dire “Sono la causa dei nostri problemi” –racconta Mirren – Per questo ritengo che il diario di Anne Frank rappresenti un incredibile insegnamento, uno strumento capace di offrire una reale comprensione delle esperienze umane del passato sino al nostro presente e quindi nel nostro futuro. Lo trovo fondamentale ed è per questo che ho voluto prendere parte al progetto”.

Anne Frank nata a Francoforte il 12 giugno 1929, quest’anno avrebbe compiuto 90 anni. Il docu-film a lei dedicato la racconta attraverso le pagine del suo diario: un testo straordinario che ha fatto conoscere a milioni di lettori in tutto il mondo la tragedia del nazismo, ma anche l’intelligenza brillante e il linguaggio moderno di una ragazzina che voleva diventare scrittrice. La storia di Anne si intreccia con quella di 5 sopravvissute all’Olocausto, bambine e adolescenti come lei, con la stessa voglia di vivere e lo stesso coraggio: Arianna Szörenyi, Sarah Lichtsztejn-Montard, Helga Weiss e le sorelle Andra e TatianaBucci.

Come sarebbe stata la vita di Anne Frank se avesse potuto vivere dopo Auschwitz e Bergen Belsen? Cosa ne sarebbe stato dei suoi desideri, delle speranze di cui scriveva nei suoi diari?  Cosa ci avrebbe raccontato della persecuzione, dei campi di concentramento? Come avrebbe interpretato la realtà attuale, il rinascente antisemitismo, i nuovi razzismi? Certo è che, ancora oggi, Anne resta un punto di riferimento, uno specchio attraverso cui i ragazzi imparano a guardare il mondo e a farsi delle domande. Anne scriveva di sé, di ciò che accadeva nell’Europa in fiamme, del Nazismo. E per confidare le sue paure e le sue riflessioni inventa un’amica immaginaria: Kitty. 

  

Helen Mirren accompagna gli spettatori nella storia di Anne attraverso le parole del diario. Il set è la camera del rifugio segreto di Amsterdam in cui la ragazzina resta nascosta per oltre due anni. È stata ricostruita nei minimi dettagli dagli scenografi del Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa fondato da Giorgio Strehler. Una straordinaria e dettagliata ricostruzione ambientale che ci riporterà al 1942. Nella stanza ci sono gli oggetti della sua vita, le fotografie con cui aveva tappezzato le pareti, i quaderni su cui scriveva. 

Una giovane attrice, interpretata da Martina Gatti, ha invece il ruolo di guidarci nei luoghi di Anne e delle superstiti della Shoah. È lei a viaggiare per l’Europa alla scoperta delle tappe della breve vita di Anne.  È una giovane di oggi che vuole conoscere la storia dell’adolescente ebrea diventata simbolo della più grande tragedia del ‘900 e ci parla soprattutto attraverso i social. Sono le foto e i post il suo linguaggio. Attraverso questi, la Gatti racconta e interpreta quello che scopre, quello che vede, dal campo di concentramento di Bergen-Belsen in Germania (dove Anne e sua sorella Margot muoiono) al Memoriale della Shoah di Parigi, fino alla visita nel rifugio segreto nella capitale olandese. Martina rappresenta una delle migliaia di teenager che si sentono vicine ad Anne, una delle tante amiche immaginarie, delle tante Kitty che ovunque nel mondo sognano di avere un posto speciale nel cuore della Frank. 

Martina scrive una sorta di diario digitale capace di parlare ai suoi coetanei: un modo immediato per mettere in relazione le tragedie passate con il presente, di capire quale sia oggi l’antidoto contro ogni forma di razzismo, discriminazione e antisemitismo. È la sua curiosità, la sua voglia di non restare indifferente, a farci riscoprire l’assoluta contemporaneità delle parole di Anne Frank, ma anche la potenza delle voci di chi ancora può ricordare. Quelle di Arianna, Sarah, Helga, Andra e Tatiana, le storie parallele. Come Anne Frank hanno subito, da giovanissime, la persecuzione e la deportazione. A loro è stata negata l’infanzia, hanno perduto nei lager madri, padri fratelli, amici, amori. I racconti delle sopravvissute alla Shoah danno voce al silenzio del diario di Anne, che si interrompe improvvisamente con l’arresto di tutti gli ospiti del rifugio segreto di Amsterdam il 4 agosto 1944. Donne che si raccontano, a volte interrotte dall’emozione. Come quando Arianna, deportata a 11 anni, rievoca i suoi incontri con la madre attraverso il filo spinato di Auschwitz. Ma nel loro narrare c’è anche forza, sfida, ironia. Un esempio è la descrizione del gioco “surreale” che Sarah organizzava in campo con le altre ragazzine: una gara fra pulci. Non si vinceva niente ma aiutava a vivere.

Nel documentario, tra le altre, le voci del rabbino Michael Berenbaum, storico e docente di studi giudaici in diverse università americane, dello storico della Shoah Marcello Pezzetti, direttore del nascente Museo della Shoah di Roma, dell’etnopsicologa francese Nathalie Zajde, delle testimoni Doris Grozdanovicova e Fanny Auchbaum, della violinista di fama internazionale Francesca Dego, di Yves Kugelmann giornalista e membro dell’Anne Frank Fonds, Basel, di Ronald Leopold – direttore dell’Anne Frank House, del direttore del magazine online Jewpopo Alain Granat, del fotografo Simon Daval.

La colonna sonora del docu-film è di Lele Marchitelli, che ha firmato le musiche dei film di importanti registi come Giuseppe Piccioni, Renato De Maria, Cinzia TH Torrini, Riccardo Milani, Carlo Verdone, Paolo Sorrentino. Tra i suoi lavori, anche la colonna sonora de La Grande Bellezza.

Anne Frank (1929-1945) ricevette il diario dalla copertina a quadretti rosso e bianco da suo padre per il suo tredicesimo compleanno, il 12 giugno 1942. Il suo ultimo testo è stato scritto il 1° agosto 1944, tre giorni prima dell’arresto avvenuto nell’«Alloggio segreto», nello stabile di Prinsengracht 263. ad Amsterdam. Miep Gies e Bep Voskuij, due dei dipendenti della ditta di Otto Frank, che li avevano aiutati nella clandestinità, trovarono i diari di Anne dopo che la famiglia era stata deportata.  Miep li conservò nella speranza che un giorno sarebbe stata in grado di restituirli ad Anne. Quando, dopo la guerra, scoprì che era morta in campo di concentramento, li consegnò al padre Otto, unico sopravvissuto della famiglia che decise di pubblicarlo. Una scelta molto tormentata dettata dalla volontà di esaudire il desiderio espresso da Anne “Voglio continuare a vivere anche dopo la mia morte”. Otto scelse il titolo che Anne avrebbe voluto “Het Achterhuis”, la casa sul retro (l’alloggio segreto).

L’Anne Frank Fonds è stata fondata a Basilea nel 1963 da Otto Frank come organizzazione non profit. La fondazione detiene i diritti per le opere, le lettere e le foto di Anne Frank e dei membri della sua famiglia.
#AnneFrank. Vite parallele è prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digitalin collaborazione con l’Anne Frank Fonds di Basilea, Sky Arte e con il Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, fondato da Giorgio Strehler. Sarà distribuito nei cinema italiani solo l’11, 12 e 13 novembre con i media Radio Capital e MYmovies. L’evento è patrocinato da UCEI, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

In occasione dell’uscita del docu-film, nasce anche il profilo Instagram @CaraAnneFrank: come Kitty contemporanee, tutti noi possiamo parlare ad Anne e alle altre testimoni raccontando loro i nostri pensieri e le nostre emozioni sul tema della memoria. È questo l’invito rivolto a studenti e lettori in occasione dell’uscita in sala di #ANNEFRANK. VITE PARALLELE che si prefigge di mettere nuovamente in luce l’assoluta contemporaneità del messaggio e delle testimonianze di Anne, Arianna, Sarah, Helga, Andra e Tatiana come strumento per decifrare il mondo attuale e come antidoto contro ogni forma di razzismo.

Progetto scuole
È stato inoltre ideato un progetto specifico che prevede la programmazione di speciali matinée al cinema dedicate alle scuole (per prenotazioni: Maria Chiara Buongiorno, progetto.scuole@nexodigital.it, tel 02 805 1633).

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Regista:

Sabina Fedeli, Anna Migotto

Cast:

Helen Mirren

Genere:

Docufilm

Anno:

2019

Durata:

92

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Found 56 reviews in total

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Best Marvel movie in my opinion

17 December 2016 by hawaiipierson

This is by far one of my favorite movies from the MCU. The introduction of new Characters both good and bad also makes the movie more exciting. giving the characters more of a back story can also help audiences relate more to different characters better, and it connects a bond between the audience and actors or characters. Having seen the movie three times does not bother me here as it is as thrilling and exciting every time I am watching it. In other words, the movie is by far better than previous movies (and I do love everything Marvel), the plotting is splendid (they really do out do themselves in each film, there are no problems watching it more than once.

Just about as good as the first one!

17 December 2016 by hawaiipierson

Avengers Age of Ultron is an excellent sequel and a worthy MCU title! There are a lot of good and one thing that feels off in my opinion.

THE GOOD:

First off the action in this movie is amazing, to buildings crumbling, to evil blue eyed robots tearing stuff up, this movie has the action perfectly handled. And with that action comes visuals. The visuals are really good, even though you can see clearly where they are through the movie, but that doesn't detract from the experience. While all the CGI glory is taking place, there are lovable characters that are in the mix. First off the original characters, Iron Man, Captain America, Thor, Hulk, Black Widow, and Hawkeye, are just as brilliant as they are always. And Joss Whedon fixed my main problem in the first Avengers by putting in more Hawkeye and him more fleshed out. Then there is the new Avengers, Quicksilver, Scarletwich, and Vision, they are pretty cool in my opinion. Vision in particular is pretty amazing in all his scenes.

THE BAD:

The beginning of the film it's fine until towards the second act and there is when it starts to feel a little rushed. Also I do feel like there are scenes missing but there was talk of an extended version on Blu-Ray so that's cool.

One of the most boring exepirences from watching a movie

26 March 2017 by christopherfreeman

I can't right much... it's just so forgettable...Okay, from what I remember, I remember just sitting down on my seat and waiting for the movie to begin. 5 minutes into the movie, boring scene of Tony Stark just talking to his "dead" friends saying it's his fault. 10 minutes in: Boring scene of Ultron and Jarvis having robot space battles(I dunno:/). 15 minutes in: I leave the theatre.2nd attempt at watching it: I fall asleep. What woke me up is the next movie on Netflix when the movie was over.

Bottemline: It's boring...

10/10 because I'm a Marvel Fanboy

That spirit of fun

26 March 2017 by juliawest

If there were not an audience for Marvel comic heroes than clearly these films would not be made, to answer one other reviewer although I sympathize with him somewhat. The world is indeed an infinitely more complex place than the world of Marvel comics with clearly identifiable heroes and villains. But I get the feeling that from Robert Downey, Jr. on down the organizer and prime mover as Iron Man behind the Avengers these players do love doing these roles because it's a lot of fun. If they didn't show that spirit of fun to the audience than these films would never be made.

So in that spirit of fun Avengers: Age Of Ultron comes before us and everyone looks like they're having a good time saving the world. A computer program got loose and took form in this dimension named Ultron and James Spader who is completely unrecognizable is running amuck in the earth. No doubt Star Trek fans took notice that this guy's mission is to cleanse the earth much like that old earth probe NOMAD which got its programming mixed up in that classic Star Trek prime story. Wouldst Captain James T. Kirk of the Enterprise had a crew like Downey has at his command.

My favorite is always Chris Evans because of the whole cast he best gets into the spirit of being a superhero. Of all of them, he's already played two superheroes, Captain America and Johnny Storm the Human Torch. I'll be before he's done Evans will play a couple of more as long as the money's good and he enjoys it.

Pretend you're a kid again and enjoy, don't take it so seriously.

Impressive Special Effects and Cast

26 March 2017 by johnnylee

The Avengers raid a Hydra base in Sokovia commanded by Strucker and they retrieve Loki's scepter. They also discover that Strucker had been conducting experiments with the orphan twins Pietro Maximoff (Aaron Taylor-Johnson), who has super speed, and Wanda Maximoff (Elizabeth Olsen), who can control minds and project energy. Tony Stark (Robert Downey Jr.) discovers an Artificial Intelligence in the scepter and convinces Bruce Banner (Mark Ruffalo) to secretly help him to transfer the A.I. to his Ultron defense system. However, the Ultron understands that is necessary to annihilate mankind to save the planet, attacks the Avengers and flees to Sokovia with the scepter. He builds an armature for self-protection and robots for his army and teams up with the twins. The Avengers go to Clinton Barton's house to recover, but out of the blue, Nick Fury (Samuel L. Jackson) arrives and convinces them to fight against Ultron. Will they succeed?

"Avengers: Age of Ultron" is an entertaining adventure with impressive special effects and cast. The storyline might be better, since most of the characters do not show any chemistry. However, it is worthwhile watching this film since the amazing special effects are not possible to be described in words. Why Pietro has to die is also not possible to be explained. My vote is eight.

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