da H.C. Andersen
Diario di un brutto anatroccolo” coniuga diversi linguaggi come il teatro e la danza a partire da un classico per l’infanzia di Andersen. Uno spettacolo attraverso il quale Factory, dopo una “Cenerentola” lontana dagli stereotipi e la Caterina  protagonista scomoda e non allineata de “La bisbetica domata” di Shakespeare, continua l’indagine sul tema della diversitĂ /identitĂ e dell’integrazione attraverso un linguaggio semplice ed evocativo.
Un anatroccolo oltre Andersen che usa la fiaba come pretesto per raccontare una sorta di diario di un piccolo cigno, creduto anatroccolo, che attraversa varie tappe della vita come quelle raccontate nella storia originale, e compie un vero viaggio di formazione alla ricerca di se stesso e del proprio posto nel mondo e alla scoperta della diversitĂ come elemento qualificante e prezioso.Â
La nascita e il rifiuto da parte della famiglia, la scuola e il bullismo, il mondo del lavoro, l’amore che nasce improvvisamente e rapidamente può scomparire anche per cause esterne non riconducibili a noi, la caccia e poi la guerra come orrore inspiegabile agli occhi di chiunque, tappe di un mondo ostile, forse, ma che resterà tale solo sino a quando il nostro “anatroccolo” non sarà in grado di guardarsi negli occhi e accettarsi così come è, proprio come accade al piccolo anatroccolo della fiaba di Andersen che specchiandosi nel lago scopre la propria vera identità . Non bisogna nascondere le cicatrici accumulate nella vita, perchè possono  e devono invece diventare il nostro tesoro.
EtĂ consigliata: dai 5 anni
di Tonio De Nitto
con Ilaria Carlucci, Francesca De Pasquale, Luca Pastore e Fabio Tinella
collaborazione al movimento coreografico Annamaria De Filippi
musiche originali di Paolo Coletta
scene di Roberta Dori Puddu
costruzione oggetti Luigi Conte
costumi di Lapi Lou
sarta Maria Rosaria RapanĂ
luci di Davide Arsenio
regia di Tonio De Nitto
organizzazione Francesca D’ippolito
una produzione Factory Compagnia Transadriatica
TIR Danza
Fondazione Sipario Toscana
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